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18 mar 2019

art. 73 c. 1 T.U. Stupefacenti - Illegittimità costituzionale parziale

Care Colleghe, cari Colleghi,

 

come noto, la Corte Costituzionale, con la sentenza. n. 40 del 23 gennaio - 8 marzo 2019, che qui sotto potete scaricare, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 73 c. 1 D.P.R. n. 309/90, nella parte in cui prevede la pena minima edittale di otto anni anziché di sei anni, con riferimento alle cosiddette “droghe pesanti". 

 

Ciò comporta inevitabilmente la necessità di rivedere, in senso più favorevole, tutte quelle sentenze di condanna o di applicazione della pena, in esecuzione o ancora da eseguire, pronunciate sulla base di tale pena divenuta illegittima.

 

Non solo: anche i patteggiamenti già concordati con il P.M. ma non ancora vagliati dal Giudice, andranno rivisti in senso più favorevole all’imputato.

Per questi ultimi, il singolo Collega potrà prendere contatti con il P.M. titolare del fascicolo o con il P.M. d’udienza per riformulare la richiesta di applicazione della pena. 

 

Per quanto attiene invece alle sentenze già divenute definitive, il nostro Ordine, in accordo con la locale Camera Penale, si è subito attivato, prendendo contatti con il Procuratore della Repubblica, l'Ufficio GIP e la sezione penale del Tribunale, per trovare una soluzione rapida e il più possibile condivisa.

 

Nell’immediato, il Procuratore, con riferimento soprattutto agli imputati detenuti, agirà come segue, sulla base peraltro di quanto già avvenuto nel 2014, a seguito della nota sentenza della Consulta sempre sull’art. 73 (rideterminazione in senso più favorevole della pena in relazione alle cosiddette “droghe leggere”):


1) non chiederà alcuna rideterminazione al Giudice dell’esecuzione per coloro che già hanno espiato la pena. 

 

I Colleghi interessati potranno eventualmente promuovere un incidente di esecuzione, laddove l’assistito, che ha già interamente scontato la pena, abbia un interesse concreto alla rideterminazione della stessa (per es. per la fungibilità).  

2) Non chiederà la rideterminazione della pena per coloro che terminano di scontare a marzo, poiché manca il tempo utile per fissare l’udienza di esecuzione.

 

I Colleghi interessati potranno valutare l’opportunità di promuovere un incidente d’esecuzione, segnalando al Giudice l’urgenza di provvedere nell’immediato.

 

3) Comincerà da subito a chiedere la rideterminazione per coloro che sono stati condannati per fatti commessi dal 2014 in poi e sino al 13 marzo 2019, a prescindere dalla circostanza che il giudice abbia irrogato la pena partendo dal minimo di otto anni.

4) Cercherà di fare più in fretta possibile, partendo dai detenuti in carcere, in ordine di fine pena, per passare poi a quelli in detenzione domiciliare, agli affidati ai servizi sociali e ai liberi per cui deve essere emesso ordine di esecuzione.

5) Se la rideterminazione comporterà l'espiazione integrale della pena, disporrà ovviamente la liberazione immediata. 

 

6) Se la rideterminazione comporterà una pena inferiore a 4 anni, non revocherà l’ordine di esecuzione a suo tempo emesso legittimamente.

 

I Colleghi interessati potranno valutare l’opportunità di promuovere un incidente d’esecuzione, chiedendo al Giudice la declaratoria di inefficacia dell’ordine di esecuzione perchè il condannato avrebbe avuto diritto alla sua sospensione (sulla falsariga di quanto accaduto a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 41 del 2.3.2018 che aveva dichiarato l’illegittimità parziale dell’art. 656 c. 5 c.p.p.).

 

7) Non ritiene infine di avere il potere di disporre scarcerazioni anticipate provvisorie, come nel caso di indulto.

A partire da questa settimana, la Procura depositerà le prime richieste di rideterminazione della pena.

 

Se la richiesta riguarderà un patteggiamento già definitivo, il PM formulerà già una nuova proposta, sulla quale il difensore dovrà pronunciarsi.

 

Ovviamente queste sono indicazioni provvisorie e di massima, suscettibili di ulteriori modifiche.

 

La parola definitiva spetterà evidentemente ai Giudici dell'esecuzione.

 

Vi aggiornerò non appena vi saranno novità, restando comunque a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti.


Cordiali saluti. 

 

Davide Toscani 

Responsabile della Commissione Affari penali - difese d’ufficio presso l'Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio

 

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